GATTI IN VACANZA: LI PORTIAMO CON NOI O LI AFFIDIAMO A QUALCUNO?

Il gatto è un animale estremamente attaccato al territorio. Innanzitutto se decidiamo di portarlo con noi, assicuriamoci che la durata e le condizioni del viaggio non siano troppo impegnative. Quando fa molto caldo possiamo monitorare il loro grado di idratazione grazie all’umidità del loro naso. Se dovesse apparire ruvido e asciutto ricorriamo immediatamente ad un po’ di acqua per dissetare il nostro micio. È consigliabile coprire parte della gabbietta con un panno umido se il nostro felino deve affrontare un caldo viaggio date le alte temperature degli ultimi tempi, per garantire ombra e maggiore freschezza per tutta la permanenza in questo spazio ristretto.



Consigliabili le gabbiette in metallo completamente areate e con chiusura ermetica rispetto a quelle in plastica e parzialmente chiuse perché tendono ad accumulare il caldo con una scarsa aerazione al loro interno, creando il così detto “effetto sauna”. Arrivati nel luogo desiderato, in genere ci saltano in testa le solite domande: ”e se scappa?” “Come faccio a dargli un po’ di libertà?” Anche se alloggiamo in case con giardino, immersi nel verde in campagna, al mare o in montagna, il consiglio è di chiudere per 24 ore il gatto nell’alloggio di permanenza senza farlo uscire.
In questo modo avrà la possibilità di studiare, memorizzare e conoscere a fondo il suo nuovo territorio.

 

Destinate una piccola zona della casa a due ciotoline dove gli darete costantemente cibo e acqua cosicché all’esigenza, lui sappia dove andare. Grazie alla loro “forza odorosa” i nostri amici felini riescono a memorizzare più facilmente la loro zona di appartenenza. I cuscinetti delle zampe sono infatti provvisti di ghiandole odorifere che lasciano un altro segno della sua presenza. Sul mento, intorno alla bocca, vicino alle orecchie e per mezzo dei baffi, il gatto ha delle ghiandole produttrici di sostanze che adopera per comunicare. Questo è il motivo per cui si strofinano dappertutto.

Ai nostri occhi e al nostro olfatto i confini del territorio di un gatto potranno non risultare chiari e netti, ma invece, per i sensi e la geografia territoriale felina, sono molto precisi. Il gatto pattuglia con assidue ronde il proprio territorio e lo sorveglia, scegliendosi un luogo di “vedetta” sopraelevato dal quale può controllare se ci sono invasori o ospiti estranei sgraditi. Trascorse le 24 ore, possiamo dare più libertà al nostro animale anche nelle aree esterne della casa senza problemi. Come si usa dire, tornerà sempre all’ovile!

Sconsiglio di lasciarlo a qualcuno, il gatto potrebbe risentire del complesso dell’abbandono. Se il nostro viaggio dovesse durare un tempo considerevole, il nostro amico potrebbe incorrere in patologie fastidiose e nei casi peggiori ammalarsi. Se proprio non possiamo portarlo con noi, una soluzione potrebbe essere quella di lasciarlo nella nostra residenza quotidiana con un parente o un amico stretto che possa accudirlo e fargli visita tutti i giorni che noi mancheremo da casa.


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